venerdì 6 febbraio 2009

Prime tracce.

Inizio col ringraziare di cuore i numerosi amici che mi stanno seguendo…
Non mi aspettavo di certo così tanta affluenza. Significa che proverò ad essere più rapida nelle mie ricerche!
Perdonate quindi la pigrizia e se non rispondo subito, ma ho sempre sotto controllo la situazione.
Procediamo con il riepilogo della situazione.

ELENCO ELEMENTI

- Ana, donna sposata, ma indipendente… una manager.
- Beatrice, donna single e misteriosa… un insegnante-giornalista.
- Un luogo, misterioso (so che la mia prof si trova in una casa immersa nel verde)
- Un quadro. Con il ritratto di Ana. (che allego nel post)





PRIMA CONSIDERAZIONE

“So di affidarti un compito per niente facile, che potrebbe portarti alla scoperta di verità fin troppo crude. “

“Dicono ci sia un segreto tra queste mura e vorrei che tu lo scoprissi insieme a me a poco alla volta. Si chiama Ana la donna misteriosa del quadro che sto guardando.”

Contraddizione. "Dicono che ci sia un segreto" .... "So di affidarti…" ... "Scoperta di verità."

Come mai prima si parla di un dubbio e poi di una certezza?

Beatrice sapeva già qualcosa, ma non vuole dirmelo subito.
I casi sono due:

  1. Beatrice conosce già la donna.
  2. La donna è lei stessa.

SECONDA CONSIDERAZIONE

“Oggi c’è fretta, si comunica poco, non ci si capisce più, ciascuno sta chiuso nel proprio egoismo. Non si è più è disposti a soffrire, a sacrificarsi, a lasciar perdere.” Dice Bea.

C’è malinconia è sofferenza nelle parole. In prima analisi, mi sembra più una questione di rabbia personale.

Ma può una donna essere così tanto legata alle vecchie forme di scrittura, da “aggredire” in maniera così aspra le nuove tecnologie?

“Egoismo”, “sofferenza”, “sacrificio”…

Poca comunicazione e problemi in famiglia. … Poca voglia di lasciar perdere.
Abbiamo detto che non è il tipo di comunicazione che fa la differenza, ma le persone che non sono più disposte a dialogare.

Rifletto. Oggi con un sms risolviamo questioni e discutiamo. 180 caratteri forse non bastano per dialogare davvero. Un tempo c’erano le lettere, ma sono sempre dei “media”, che si interpongono nella comunicazione. Che trasferiscono informazioni distorte. Che aggiungono ansie, dubbi e solitudine.

Quanti equivoci ci possono portare al dolore?

L’sms ha potuto condurre ad una incomprensione che poi era fasulla?

Ciò potrebbe giustificare la sua rabbia.

Ditemi cosa ne pensate...

Un abbraccio, Pandora.

24 commenti:

Kaishe ha detto...

Sono capitata qui per caso... non saprei nemmeno tracciare la strada percorsa.
Ad ogni modo, questa storia mi ha trattenuta...
Ritengo che sia ancora presto per delineare un quadro chiaro.
Ciononostante prospetto una possibilità: La donna misteriosa - Ana (che già mi richiama alla mente Anastasia Romanof, un'altra storia misteriosa...) - potrebbe essere non una perfetta sconosciuta, ma una donna della famiglia di beatrice. Una sua antenata, nonna, mamma... perciò lei ha accesso alla casa e può guardarne il ritratto...

L'esaltazione dei "vecchi" metodi comunicativi può essere suggerito dall'emozione suscutata dal ritrovamento di lettere autografe che costituiscono, quindi, il patrimonio emozionale della famiaglia della tua prof.



Comunque ripasserò a leggere... che sia una vicenda vera o meno non cambia il fascino di questa vicenda!

Stefania ha detto...

Grazie per i complimenti che mi hai lasciato sul blog. Ora qualche commento al tuo:

Intrigante! Kaishe ha citato come suggestione Anastasia Romanoff, io cito "La donna che visse due volte", un vecchio film di Hitchcock, dove una donna ossessionata e presumibilmente posseduta dallo spirito della sua antenata si reca di continuo in un museo a fissare un quadro (dove è ritratta lei-la sua antenata).
Spero di poter continuare presto a leggere come presegue questa storia!
Un bacio

Blogger ha detto...

Pandora,
scrivi molto bene, lo sai come lo so io. E' verità o un bellissimo caso letterario? Non so cosa sia il tuo blog, il segreto di Ana; penso che esso meriti una lettura attenta, profonda.
Interrogarsi sulla comunicazione, sulla sua velocità, sulla superficialità.
Aggiungo: e la bellezza della formalità, della riflessione dello scrivere?
Dire non sempre significa pensare, scrivere invece lo richiede.
Ti inserisco nel blogroll, per non perderti.
Se vuoi, se ti pare il caso, non controllerò, non ti sgriderò nel caso contrario, fai lo stesso con il mio spazio.
Un saluto, a prestissimo.

Blogger

stella ha detto...

Piacere di conoscerti e grazie della visita. Scrivi molto bene, a presto!

Radio Pazza ha detto...

Secondo me la prof si riferisce all'atto di guardare il quadro per rimarcarlo. Magari è importante la posizione del quadro nella stanza, la luce, l'ora, gli oggetti intorno.
La situazione è la chiave, non gli elementi decontestualizzati. Ogni situazione segue la regola delle 5W sia nel giornalismo che nelle investigazioni:

WHO?
WHERE?
WHEN?
WHAT?

e

WHY?

Bak

http://radiopazza.blogspot.com

Acquamarina ha detto...

Non credo sia lei la Ana di cui parla, ma di sicuro è legata a lei, altrimenti non avrebbe di certo investigato!

ChiaraMente ha detto...

oddio...appassionante!

Suysan ha detto...

eccomi...hai stuzzicato la mia curiosità ma adesso ho bisogno di un pò di tempo per leggere tutto dall'inizio e fare le mie deduzioni!

Adriano Smaldone ha detto...

ciao se vuoi possiamo fare anke un scambio link intanto ti do il mio www.smaldoneadriano.blogspot.com

Tarkan ha detto...

Tutto si fa sempre più intrigante, ma non capisco un po' di cose:

1.Scrivi che Beatrice è morta da poco;
2.Scrivi che ti ha inviato due lettere che hai ricevuto post-mortem perchè eri all'estero;
3.Infine oggi scrivi "Un luogo, misterioso (so che la mia prof si trova in una casa immersa nel verde)"

Dunque non sai dove si trova la casa della prof immersa nel verde... eppure sei in gradi di pubblicare il quadro con il ritratto di Ana.

Come è possibile???

Oscar Wilde ci ha lasciato un bellissimo aforisma: "Mentire non è difficile, il difficile è ricordarselo"

La storia è evidentemente una montatura letteraria (e finora, nonostante i commenti in proposito non hai negato la cosa). resta comunque un caso letterario interessante se saprai svilupparlo a dovere!
Continuerò a seguirti con estremo interesse, ma attenta alle contraddizioni :-)

(scusa, non volevo essere petulante ma mi sembrava una cosa assurda la pubblicazione di un quadro che non puoi aver mai visto)

Amaracchia ha detto...

Ho letto tutto dal principio...attendo il prox post.

Antonella ha detto...

carissima, la storia , che sia una tua creazione letteraria o un quesito che ti stai ponendo poco importa, tu hai posto degli elementi molto affascinanti e ancora molto enigmatici. ci chiedi se secondo noi la donna scomparsa possa essere la stessa prof. In favore di questa ipotesi c'è il fatto che la prof parla di un problema che ha portato alla scomparsa di ana e poi è scomparsa a sua volta proprio l'insegnante. Ed anche che si accanisca contro le nuove tecnologie. E' possibile che la prof abbia letto un msg da un cellulare che l'abbia sconvolta e non sapendo decifrarlo cerchi una collaborazione. Dai vai avanti

la bislacca ha detto...

“Oggi c’è fretta, si comunica poco, non ci si capisce più, ciascuno sta chiuso nel proprio egoismo. Non si è più è disposti a soffrire, a sacrificarsi, a lasciar perdere.”

La frase contiene una contraddizione: soffrire e sacrificarsi possono anche coincidere. Lasciar perdere presuppone tutto il contrario.
Scusami, Pandora, se prima di studiare "il caso" mi permetto di "studiare" te. ;-)

Silvia ha detto...

Grazie per avermi permesso di conoscerti passando da me :)

Ho letto il tuo primo post per capire meglio, tornerò a leggerti!

Un saluto

diantha ha detto...

Ciao P.
:-)
se ti va leggi la risposta al tuo commento nel mio blog.
Come mai non rispondi ai quesiti che ti pongono....i lettori?
Ciao D.

Pandora ha detto...

Mammamia quanti siete!
Non mi aspettavo un'affluenza del genere! vi ringrazio per l'affetto e l'interesse che dimostrate, scusatemi se non riesco a rispondere a tutti i vostri commenti in tempo reale ma non ho moltissimo tempo per seguire il blog durante la giornata, comunque cercherò di rispondere alle domande che mi avete fatto.

Per prima cosa le lettere.. mi sono state inviate a casa in un periodo di circa due mesi durante i quali ero fuori, la mia coninquilina me le ha diligentemente fatte trovare tutte sulla scrivania al mio ritorno. La cosa chi mi ha lasciata molto perplessa è stata che durante questo periodo sentivo via mail la mia prof e lei sapeva che quelle lettere cartacee non le avrei potute leggere fino al mio ritorno, comunque il quadro è una mia "elaborazione" del quadro che appare in una fotografia allegata (assieme ad altre) alla seconda lettera, non ho voluto postare la foto vera e propria ma un "artwork" per evitare di mettere la foto di una persona scomparsa..nelle altre fotografie si vede un casale immerso nel verde, poco distante quello che potrebbe sembrare addirittura il mare.. non mi sembra di essere mai stata in quel luogo ne di sapere dov'è.

In risposta a "la bislacca", forse il termine "lasciar perdere" è un po strano da capire per chi non ha mai conosciuto Bea e non l'ha mai sentita parlare, lo usava spesso, con il significato di "non prendersela troppo" o addirittura "perdonare" il che mi sembra abbastanza coerente con quello che ha scritto prima..

Comunque un po alla volta cercherò di rispondere ai vostri commenti e inserirvi tutti tra i link è il minimo che posso fare dopo tutto l'affetto che mi state dimostrando seguendo e commentando così assiduamente, a breve pubblicherò la terza lettera.

Un saluto e un grazie a tutti

articolo21 ha detto...

Ti ringrazio per i complimenti e per la visita. Ti inserisco tra i miei link.

Ale ha detto...

ringrazio anche io per la visita..ed eccomi qui..
immerso in questo mistero..
aspetterei delle altre lettere per poter riflettere meglio..
buona settimana

diantha ha detto...

P.
Ciao!
passaggio per leggere gli sviluppi,
una curiosità, che rappresenta l'immagine del posta in alto nel blog?
baci D.

diantha ha detto...

ops.."del" errata corrige.
D. :-)

tintinni ha detto...

tutto ciò che hai descritto è tutto ciò che si è tramutato nella mia mente mentre le parole mi scorrevano davanti agli occhi, nei precendenti articoli. Potrei prendere questo tuo blog una specie di esperimento per verificare come la gente reagisce a questo che tu stessa proponi, una sorta di romanzo che nasce dietro occhi di lettori di gente comune. Potrebbe invece essere una storia del tutto vera, dalle analisi che hai fatto qui, ci sei molto vicina a trovarti sola una risposta.
Beatrice mascherata da Ana per svelare un male che non può raccontare facilmente, e poi l'accadimento finale, la sua morte, questo porta a riflettere. Forse quello a cui stava indagando non è qualcosa di banale ma che riguarda altri che non vogliono correre il rischio di essere messi alla luce di qualcosa, o semplicemente, lei ha voluto mettere fuori qualcosa di se prima che potesse capitarle qualcosa di spiacevole, lasciare dunque a qualcuno di lei fidato per arrivare, a non so cosa, forte di importante per Beatrice e per altri che fanno parte di questa storia.

Scusa ma sono un pò confusa.

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny