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giovedì 5 marzo 2009

La penultima busta

Tiriamo le somme.. è giunta l'ora!

Ana scopre un sms, che la porta alla verità: il marito la tradisce.
Fugge.. in un posto meraviglioso: la Vallugola.

Qui vive, all'interno di un incantevole casolare bianco, un ragazzo di giovane età, un artista affascinante, Marco.

C'è un vaso, misterioso, che attrae l'attenzione della mia prof..

Ricopio di seguito due lettere che mi sono state inviate dalla mia prof. defunta e imbustate nella stessa lettera. E spedite una settimana prima della sua morte....

La penultima busta.

Cara,

Ana ha vissuto ed è scomparsa, non si sa come, era una donna bella e sportiva, intelligente e poco più che quarantenne. Reale è la sua storia, così come sono reali i posti in cui è nato il suo Amore per Marco.

Bea.



Cara,
di fretta, ancora una volta, perchè questa storia mi sta togliendo il fiato.
Ho bisogno di parlarne con qualcuno.. sono disperata... e so che ormai ti ho dato tutti i presupposti per far sì che la tua mente sia scevra da pregiudizi.

L'amore rinasce... può rinascere... sottoforme diverse e variegate. Ma nel caso di Ana, mette a repentaglio una famiglia... dei figli.

Quanto c'è di giusto in una nuova relazione d'amore con un ragazzo di giovane età?
Come può questa fiamma avere il potere di distruggere un'amore consolidato?


Non riesco, mi spiace, non riesco. Sono afflitta, mia cara. Non capisco più da quale parte sta la ragione. Ho un enorme conflitto interiore...

Quindi, oggi, sono rientrata nel casolare dove Ana ha vissuto la sua storia d'amore... Sono stata lì dentro per un po' di tempo... tanto... Volevo "degustare" quell'ambiente.. alla disperata ricerca di comprendere il motivo di tutto questa storia drammatica.

Mi sono seduta sul pavimento e lì, di getto, ho scritto degli appunti...


Ti saluto.
Sono senza fiato.

Bea.



.... Amici, cari commentatori e utenti, domani parto per la Vallugola.. è ora.

Venerdì sarò di ritorno e vi scrverò.. Spero tanto, spero definitivamente.. è giunto il momento di andarci a fondo... CERCO SOSTENITORI....o semplicemente un "buon viaggio" da parte di TUTTI VOI....


Un abbraccio caloroso,
la vostra Pandora...

giovedì 26 febbraio 2009

Il falso gioco delle coppie

Mia cara,

spero che la tua ricerca su Ana sia stata finora fruttuosa. Sicuramente ti sarai fatta un’idea di lei, della sua personalità.
Spero che tu abbia capito che si tratta di una donna tradita.

E' stato un sms ad inchiodare il marito e le tante mail ritrovate più tardi, le mostrarono una verità che non avrebbe mai potuto neanche immaginare.

Mi sembra di conoscere perfettamente questa donna, e invece so di lei solo attarevrso la voce delle persone con cui ho parlato: il suo orgoglio di donna ferita, una donne forte, una donna in carriera .... una famiglia perfetta.
Suo marito: il migliore degli uomini!
Il tradimento: solo agli altri, non a lei!

E’ la sua dignità che l’ha porta qui. Via da tutto.
E’ la sua sofferenza, il suo nascondersi, che la fa scappare. Via dal mondo. Magari per sempre…

Si tratta di una debolezza o di una forma di ribellione?
Dimmelo tu... perchè io non ho risposte... sono troppo dentro la sua generazione, mi riscopro troppo in questa donna..


Un tempo le donne subivano in silenzio, si nascondevano dietro la facciata del perbenismo, si vergognavano, negavano.
Oggi le cose sono parzialmente cambiate anche se la società in cui viviamo, di stampo ancora troppo maschilista, è più propensa a chiudere un occhio sul tradimento dell’uomo e condanna la donna specie se madre.

Eppure Ana, aveva tutto il diritto di rifarsi una vita, senza problemi.

Mentre fugge, brutalmente, piuttosto che sottoscrivere il falso gioco delle coppie.

Scusa il mio sfogo.
Bea.

martedì 24 febbraio 2009

Il Vaso

C’è un vaso nel laboratorio. Si tratta di un vaso molto particolare, non è come gli altri vasi ancora grezzi, da finire di lavorare o da cuocere, è finito e già pitturato. É molto grande, decorato con la figura di una danzatrice che si abbranca all’orlo. Ha il corpo nudo e muscoloso di un marroncino sfumato, le gambe piegate e le braccia sollevate. Quasi a voler reggere in uno sforzo supremo il vaso gigantesco. Una crocchia di capelli biondi le illumina il dorso tratteggiato da grosse linee marroni su sfondo bianco.

Bea



Una lettera brevissima quest'ultima .. che mi lascia solo interrogativi e poche certezze su cosa sia potuto succedere a Bea prima di morire o ad Ana, la donna della quale era alla ricerca..

Perché Bea mi ha scritto una lettere parlando solo ed esclusivamente di questo vaso? Cosa ha di particolare? Perché con tutto quello che aveva attorno proprio quel vaso ha suscitato la sua attenzione?

Mi ha inviato anche la sua fotografia ma non posso pubblicarla nella sua versione originale per evitare di violare possibili diritti d'autore, in fin dei conti non so bene da dove venga questo vaso.. ho quindi optato per un artwork che lo offuschi un pochino.

Che senso ha dopo avermi raccontato una vicenda umana del genere , pregna di sentimenti forti, soffermarsi così tanto su un semplice vaso? Quale potrà essere il suo vero valore o dietro questo vaso c'è una metafora che non riesco ad afferrare?

Sono più confusa che mai.... P.

martedì 17 febbraio 2009

La fuga

La fuga... avrei dovuto parlartene prima.

Io è da tanto che ci penso, perché so che una cosa: Ana se n'è andata da sola per le ferie estive lasciando tutto e tutti senza dire nemmeno dove andava. Perchè?
Per quale motivo ha scelto la pace di una spiaggetta sassosa, lontana dalla città dai suoi affetti?

All'albergo è arrivata sola, di questo sono sicura, mia cara.

Me l'hanno descritta come una donna stanca e senza troppa voglia di parlare, piena di risentimento e desiderosa solo di pace ...ma anche di vendetta, mi viene da dire.

Perchè una persona appagata se ne sta tranquilla, non cerca altro, ma lei non sembrava esserlo.
Probabilmente quel famoso sms scoperto per caso le ha fatto capire tante cose, ha mandato in frantumi tutte le sue certezze, di donna e di moglie felice, mi hanno detto di averla vista piangere sola al bar, distrutta.

Penso che per capirla davvero è necessario conoscere questo suo cammino interiore, per quanto le nostre vite siano diverse, anche se io non ho né marito né figli, un po alla volta mi sto immedesimando in lei sempre di più: il dolore iniziale, la rabbia, la voglia di sentirsi ancora amata e protetta.

Che cosa pensi tu, di una donna che non perdona e che si affida a un nuovo amore nonostante tutto?
A presto,
Bea

mercoledì 11 febbraio 2009

Quarta lettera.

Mia cara,
sono tornata oggi dall’albergo di cui ti ho parlato e sono arrivata ad un casolare bianco, con due ali laterali, una casa molto bella, quasi mi ricorda le ali di un gabbiano pronto a spiccare il volo sul mare. In una di queste ali, sbirciando dalla grata di una finestra, ho intravisto un laboratorio abbandonato con delle mensole cariche di vasi di ceramica.

Mi hanno detto che ci lavorava un ragazzo un po’ particolare: sempre in compagnia di un vecchio cane e addirittura di un pappagallo che spesso teneva sulla spalla. Un'artista che veniva qui a modellare e a vendere i suoi finti d'autore. Da queste parti si dice abbia avuto una vita molto controversa, dovrebbe avere all'incirca la tua età.

Ho anche scattato un po’ di foto del casale, dei vasi e della zona che ti allego.



Non sono molto distante dall'università, la Baia Vallugola è tra Pesaro e Gabicce, a cavallo tra Marche e Romagna, meno di un'oretta di macchina e potrei essere in ufficio, anche se qua mi sembra di essere distante migliaia di chilometri dalla vita quotidiana. Non so se ci sei mai stata, è una zona abbastanza difficile da trovare se non si è del luogo, una piccola baia a picco sul mare nascosta e protetta dal colle San Bartolo, nel mezzo del parco.

Rilassante, se non fosse per questo mistero che mi pereguita...

Ti abbracio,

Bea.

lunedì 9 febbraio 2009

Terza lettera.

Mia cara,
oggi le tracce di Ana mi hanno portato ad un albergo, che sta su un dirupo, da cui si può osservare il mare. Un dirupo che è come un falco che sta lì, immobile, ad osservare.

Cosa guardava? Mi domando.

Io ho provato un gran disagio.

Mi hanno detto che Ana era andata lì per un periodo e che vi alloggiava da sola… Che cosa ci faceva Ana, qui in quest’albergo? Perché non era con la sua famiglia? Cosa cercava? Distrazione e solitudine… amore? Forse un po’ di tutto questo?

Forse rifletteva sulla sua strada: lasciar perdere ogni cosa alle sue spalle alla ricerca di nuove esperienze e magari di un amore nuovo…

Ma perché? E come lo voleva lei il suo amore?

Serio ed affidabile? O travolgente e passeggero?

Un amore a cui darsi totalmente, succeda quel che succeda, o un amore da prendere con riserva?


Io continuerò a cercare, perché la cosa mi appassiona sempre di più… e sono certa che appassionerà anche te, quando al tuo ritorno leggerai le miei lettere…
Non mi darò mai per vinta finché non ne verrò a capo e sono certa che, insieme, potremmo farcela.

Ti aspetto presto,

la tua Bea.

mercoledì 4 febbraio 2009

Seconda lettera

Mia cara
le ricerche sulla donna scomparsa mi hanno portato ad Anastasia, Ana per gli amici.
Me l’ hanno descritta come una donna, sposata forte con ottime doti manageriali.
Tutto il caso sembra essere partito da un sms sconvolgente.

Riflettevo fra me e me: "Ana …e il marito…"
Un tempo non c’erano sms, i problemi venivano discussi in casa, si smussavano, si cercava di capire. Guarada la fretta con cui leggi le mail che ti sto mandando. E rifletti anche sul diverso oggetto della mia comunicazione. Ho scelto la comuniczione epistolare per entrare in contatto con te... perchè è più calda. Forse ti può far riflettere di più...
Oggi c’è fretta, si comunica poco, non ci si capisce più, ciascuno sta chiuso nel proprio egoismo.
Non si è più è disposti a soffrire, a sacrificarsi, a lasciar perdere.
Tu che ne pensi?

Sarai con me sulle tracce di Ana?
Dobbiamo trovarla…

Ti saluto caramente
La tua prof. Beatrice

venerdì 30 gennaio 2009

Prima lettera.

Mia cara,

da qualche tempo stavo pensando a te, per un caso che mi assilla molto.

Facendo delle ricerche sono venuta a conoscenza di un fatto a dir poco inquietante. Vorrei andarci a fondo, ma a parte il poco tempo e la pigrizia, mi mancano i mezzi tecnici per farlo.

Sto parlando di quelle macchine infernali che voi giovani sapete usare così bene e per le quali io ho un’avversione congenita!
Fidando nella vivacità intellettiva e nell’assenza di pregiudizi che ti caratterizzano, vorrei te ne occupassi tu.

Spero tanto che tu possa aiutarmi, dal canto mio avrai un supporto costante con altre lettere, dove ti comunicherò notizie e ricerche.
Dicono ci sia un segreto tra queste mura e vorrei che tu lo scoprissi insieme a me a poco alla volta. Si chiama Ana la donna misteriosa del quadro che sto guardando.

So di affidarti un compito per niente facile, che potrebbe portarti alla scoperta di verità fin troppo crude, per questo nel caso tu accettassi, ti chiedo fin d’ora senso di responsabilità, spirito di sacrificio e coraggio.
In ogni caso non sentirti obbligata, mi dispiacerebbe se il cammino appena intrapreso si dovesse interrompere per qualsiasi motivo...
Mi farò viva presto.
Beatrice Lugli.

p.s. Coraggio, ho fiducia nelle tue capacità.