mercoledì 11 marzo 2009
Ecco il segreto...
Vero è il suo racconto, vera è la sua storia.
La storia di Ana, mi ha appassionato così tanto che giorno dopo giorno, (un anno fa) ne ho scritto un racconto, intitolato, per l'appunto: "il segreto di Ana" pubblicato, da Ismeca libri.
Ma non so se le cose sono andate davvero così... come le ho raccontante.
Ma quando mi sono ritrovata a seguire le sue tracce... proprio in quel momento... anche i carabinieri, stavano indagando nuovamente su di Ana.
Grazie ad un ciondolo ritrovato (quello che vedete nel banner del blog), che tanto ha caratterizzato Ana e la sua vita.
Ed eccoci qui, ad un passo dalla verità totale e con in mano ancona la voglia di fare giustizia e di rievocare il nome di questa donna tradita dalla vita due volte.
Un libro che ha appassionato molte persone, ma che adesso voglio completare con i commenti dei miei lettori blogger e non. Tante le lettere inviatemi, tante le diatribe...
Voglio per questo integrarlo, migliorarlo, per vedere se tra i miei appunti sparsi ne può venire fuori quel particolare che ritrae la storia di Ana nella Giusta maniera.
Perchè se una giustizia nella vita c'è.. e allora che venga fuori.
Chiedo aiuto a voi... miei amati lettori.
Ringraziandovi per il supporto che mi avete dato finora e per la stima che avete dimostrato nei miei confronti.
D'ora in poi, pubblicherò alcune parti del libro e mi aspetto le vostre impressioni a riguardo...
chi vuole continuare a seguirmi???
.... Qualcuno di voi si sarà chiesto: ma l'ultima lettera? bhè... Io, ovviamente, l'ho già letta.. ma vi lascio l'ultimo segreto... ancora per un po'.
Buona notte.
P.
giovedì 5 marzo 2009
La penultima busta
Ana scopre un sms, che la porta alla verità: il marito la tradisce.
Fugge.. in un posto meraviglioso: la Vallugola.
Qui vive, all'interno di un incantevole casolare bianco, un ragazzo di giovane età, un artista affascinante, Marco.
C'è un vaso, misterioso, che attrae l'attenzione della mia prof..
Ricopio di seguito due lettere che mi sono state inviate dalla mia prof. defunta e imbustate nella stessa lettera. E spedite una settimana prima della sua morte....
Cara,
Ana ha vissuto ed è scomparsa, non si sa come, era una donna bella e sportiva, intelligente e poco più che quarantenne. Reale è la sua storia, così come sono reali i posti in cui è nato il suo Amore per Marco.
Bea.
Cara,
di fretta, ancora una volta, perchè questa storia mi sta togliendo il fiato.
Ho bisogno di parlarne con qualcuno.. sono disperata... e so che ormai ti ho dato tutti i presupposti per far sì che la tua mente sia scevra da pregiudizi.
L'amore rinasce... può rinascere... sottoforme diverse e variegate. Ma nel caso di Ana, mette a repentaglio una famiglia... dei figli.
Quanto c'è di giusto in una nuova relazione d'amore con un ragazzo di giovane età?
Come può questa fiamma avere il potere di distruggere un'amore consolidato?
Non riesco, mi spiace, non riesco. Sono afflitta, mia cara. Non capisco più da quale parte sta la ragione. Ho un enorme conflitto interiore...
Quindi, oggi, sono rientrata nel casolare dove Ana ha vissuto la sua storia d'amore... Sono stata lì dentro per un po' di tempo... tanto... Volevo "degustare" quell'ambiente.. alla disperata ricerca di comprendere il motivo di tutto questa storia drammatica.
Mi sono seduta sul pavimento e lì, di getto, ho scritto degli appunti...
Ti saluto.
Sono senza fiato.
Bea.
.... Amici, cari commentatori e utenti, domani parto per la Vallugola.. è ora.
Venerdì sarò di ritorno e vi scrverò.. Spero tanto, spero definitivamente.. è giunto il momento di andarci a fondo... CERCO SOSTENITORI....o semplicemente un "buon viaggio" da parte di TUTTI VOI....
Un abbraccio caloroso,
la vostra Pandora...
giovedì 26 febbraio 2009
Il falso gioco delle coppie
spero che la tua ricerca su Ana sia stata finora fruttuosa. Sicuramente ti sarai fatta un’idea di lei, della sua personalità.
Spero che tu abbia capito che si tratta di una donna tradita.
E' stato un sms ad inchiodare il marito e le tante mail ritrovate più tardi, le mostrarono una verità che non avrebbe mai potuto neanche immaginare.
Mi sembra di conoscere perfettamente questa donna, e invece so di lei solo attarevrso la voce delle persone con cui ho parlato: il suo orgoglio di donna ferita, una donne forte, una donna in carriera .... una famiglia perfetta.
Suo marito: il migliore degli uomini!
Il tradimento: solo agli altri, non a lei!
E’ la sua dignità che l’ha porta qui. Via da tutto.
E’ la sua sofferenza, il suo nascondersi, che la fa scappare. Via dal mondo. Magari per sempre…
Si tratta di una debolezza o di una forma di ribellione?
Dimmelo tu... perchè io non ho risposte... sono troppo dentro la sua generazione, mi riscopro troppo in questa donna..
Un tempo le donne subivano in silenzio, si nascondevano dietro la facciata del perbenismo, si vergognavano, negavano.
Oggi le cose sono parzialmente cambiate anche se la società in cui viviamo, di stampo ancora troppo maschilista, è più propensa a chiudere un occhio sul tradimento dell’uomo e condanna la donna specie se madre.
Eppure Ana, aveva tutto il diritto di rifarsi una vita, senza problemi.
Mentre fugge, brutalmente, piuttosto che sottoscrivere il falso gioco delle coppie.
Scusa il mio sfogo.
Bea.
martedì 24 febbraio 2009
Il Vaso
Bea
Una lettera brevissima quest'ultima .. che mi lascia solo interrogativi e poche certezze su cosa sia potuto succedere a Bea prima di morire o ad Ana, la donna della quale era alla ricerca..
Perché Bea mi ha scritto una lettere parlando solo ed esclusivamente di questo vaso? Cosa ha di particolare? Perché con tutto quello che aveva attorno proprio quel vaso ha suscitato la sua attenzione?
Mi ha inviato anche la sua fotografia ma non posso pubblicarla nella sua versione originale per evitare di violare possibili diritti d'autore, in fin dei conti non so bene da dove venga questo vaso.. ho quindi optato per un artwork che lo offuschi un pochino.
Che senso ha dopo avermi raccontato una vicenda umana del genere , pregna di sentimenti forti, soffermarsi così tanto su un semplice vaso? Quale potrà essere il suo vero valore o dietro questo vaso c'è una metafora che non riesco ad afferrare?
Sono più confusa che mai.... P.
martedì 17 febbraio 2009
La fuga
Io è da tanto che ci penso, perché so che una cosa: Ana se n'è andata da sola per le ferie estive lasciando tutto e tutti senza dire nemmeno dove andava. Perchè?
Per quale motivo ha scelto la pace di una spiaggetta sassosa, lontana dalla città dai suoi affetti?
Me l'hanno descritta come una donna stanca e senza troppa voglia di parlare, piena di risentimento e desiderosa solo di pace ...ma anche di vendetta, mi viene da dire.
Perchè una persona appagata se ne sta tranquilla, non cerca altro, ma lei non sembrava esserlo.
Probabilmente quel famoso sms scoperto per caso le ha fatto capire tante cose, ha mandato in frantumi tutte le sue certezze, di donna e di moglie felice, mi hanno detto di averla vista piangere sola al bar, distrutta.
Penso che per capirla davvero è necessario conoscere questo suo cammino interiore, per quanto le nostre vite siano diverse, anche se io non ho né marito né figli, un po alla volta mi sto immedesimando in lei sempre di più: il dolore iniziale, la rabbia, la voglia di sentirsi ancora amata e protetta.
Che cosa pensi tu, di una donna che non perdona e che si affida a un nuovo amore nonostante tutto?
venerdì 13 febbraio 2009
Facciamo il punto
PERSONE COINVOLTE
Ana
La prof. Bea
IL BACKGROUND E I LUOGHI
albergo
casolare
- Bea si trova in Baia Vallugola.
- Visita un albergo e un casolare bianco.
- Parla di una donna e di un suo ritratto.
- Esiste un ragazzo, dalla vita controversa, un'artista all’incirca della mia età.
QUESITI:
- Dove si trova il quadro con il ritratto di Ana?
- In quale abitazione si trova Bea?
Il posto in cui si trovava la mia insegnate è una baia turistica, il ragazzo di cui parla si può “concedere il lusso” di passare lì anche un week end. Evidentemente non è un forestiero. Bea, quindi, potrebbe conoscere questo ragazzo perchè magari è della sua stessa zona.
Infatti. Notate questa espressione, apparentemente irrilevante:
Bea continua dicendo:
Isolamento e stacco dal quotidiano. Una baia, lontana da occhi indiscreti. Un punto di incontro tra vite che agli occhi degli altri vivono parallele e distanti.
Cosa si sta celando?
Un ragazzo della mia età e Ana, donna all’incirca dell’età della Prof, non è una coincidenza assurda?
Cioè... quello che intendo farvi notare è questo
Ana = Bea
Si può amare un ragazzo così tanto più giovane?
Oppure questa “misteriosa” Ana, nascondeva un figlio illegittimo?
E ancora ribadisco:
- Perchè Bea ha preso tanto a cuore questo tema e ha deciso di dirlo a me?
- E perchè si nasconde dietro a delle lettere che mi ha spedito quando sapeva che io non potevo leggerle?
- Se aveva bisogno di una "mano" in quel momento, non poteva scrivermi delle mail?
mercoledì 11 febbraio 2009
Quarta lettera.
sono tornata oggi dall’albergo di cui ti ho parlato e sono arrivata ad un casolare bianco, con due ali laterali, una casa molto bella, quasi mi ricorda le ali di un gabbiano pronto a spiccare il volo sul mare. In una di queste ali, sbirciando dalla grata di una finestra, ho intravisto un laboratorio abbandonato con delle mensole cariche di vasi di ceramica.
Mi hanno detto che ci lavorava un ragazzo un po’ particolare: sempre in compagnia di un vecchio cane e addirittura di un pappagallo che spesso teneva sulla spalla. Un'artista che veniva qui a modellare e a vendere i suoi finti d'autore. Da queste parti si dice abbia avuto una vita molto controversa, dovrebbe avere all'incirca la tua età.
Ho anche scattato un po’ di foto del casale, dei vasi e della zona che ti allego.
Non sono molto distante dall'università, la Baia Vallugola è tra Pesaro e Gabicce, a cavallo tra Marche e Romagna, meno di un'oretta di macchina e potrei essere in ufficio, anche se qua mi sembra di essere distante migliaia di chilometri dalla vita quotidiana. Non so se ci sei mai stata, è una zona abbastanza difficile da trovare se non si è del luogo, una piccola baia a picco sul mare nascosta e protetta dal colle San Bartolo, nel mezzo del parco.
Rilassante, se non fosse per questo mistero che mi pereguita...
Ti abbracio,
Bea.

